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Lo sport è vita:Premio Andrea Fortunato



Il calcio del business, del mercato, del merchandising. Il calcio della classifica, dei gol, delle interviste in tv. Quel calcio per un giorno si è fermato, per dare spazio e voce al calcio della solidarietà, quello in cui la figura di Andrea Fortunato rappresenta il simbolo di un ragazzo che ha perso la battaglia con la vita, ma che adesso rivive nei progetti che portano il suo nome. Andrea Fortunato ha coronato il sogno da bambino, divenendo un calciatore professionista. Vestendo la maglia del Genoa prima e della Juventus poi. Raggiungendo infine la Nazionale allenata da Arrigo Sacchi. Il 25 aprile del 1995 una forma di leucemia acuta lo ha portato via, lasciando un profondo dolore nel mondo del calcio. Ma adesso Andrea Fortunato è l’elemento portante di un progetto di prevenzione sportiva promosso dall’Associazione Fioravanti Polito Onlus che prevede l’introduzione del passaporto ematico.
La premiazione a lui intitolata, è avvenuta nella sala Protomoteca del Campidoglio alla presenza di autorità sportive e non,  come il presidente della Juventus Andrea Agnelli ed il Consigliere Comunale Fabrizio Santori, promotore dell’iniziativa.
Il riconoscimento è andato a personalità e sportivi che nella loro carriera si sono distinti per il loro impegno nel sociale, il loro lavoro con i giovani, la passione per la professione ed il  rispetto per i compagni. Tra i tanti,  ex calciatori di Roma e Lazio come Damiano Tommasi, Luigi Di Biagio, Pavel Nedved e Giuseppe Signori. Allenatori come Giuseppe Ventura e Walter Mazzarri. Questo premio e quest'iniziativa fanno sì che il calcio non sia solo un mondo fatto di soldi ma anche un contesto nel quale può svilupparsi una grande solidarietà.




         

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